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Bhastrika Pranayama il mantice Bhastrika: il mantice
“Adottando correttamente padmasana, la mente calma, il tronco e il collo su una linea diritta, la bocca chiusa, espellere con forza il respiro da una narice, in modo che la frizione dell’aria nel petto e nella gola fino al cranio produca un suono, e immediatamente, inspirare l’aria con forza fino al loto del cuore.
Di nuovo espirare nella stessa maniera, poi inspirare, aritmicamente. Come un mantice di forgia viene mosso potentemente dal fabbro, ugualmente l’aria che si trova nel corpo deve essere sapientemente agitata. Quando la fatica sopraggiunge nel corpo, terminare con un’inspirazione dalla narice destra.
Comprimere fermamente una delle narici, senza utilizzare il medio e l’indice, in modo che il ventre possa riempirsi d’aria facilmente.
Avendo realizzata un kumbhaka conforme al metodo prescritto, espellere il respiro dalla narice sinistra. Liberando dai mali nati da vata, pitta e slesman, intensificando il fuoco corporeo, risvegliando prontamente Kundalini, purificante, piacevole, benefico, questo kumbhaka chiamato bhastrika spezza il nodo sotto forma di kapha che chiude l’ingresso della brahmanadi e rompe i tre nodi venuti all’esistenza congiuntamente nel corpo. Bisogna praticare in modo particolare questo kumbhaka chiamato “il mantice della forgia” Hatha Yoga Pradipika II – 60-67
Esistono probabilmente tante varianti di bhastrika e kapalabhati quante sono le scuole di yoga, e spesso la distinzione tra i due non appare chiaramente. Molti sostengono che kapalabhati utilizzi solo la respirazione addominale, mentre bhastrika unicamente quella toracica. Dal nostro punto di vista non è del tutto esatto. La vera differenza è che in kapalabhati solo l’espirazione è attiva, prodotta da una energica retrazione della parete addominale, mentre l’inspirazione si produce in modo passivo per il semplice ritorno elastico della muscolatura (vedi scheda precedente). In bhastrika sia l’inspirazione che l’espirazione sono attive, energiche e volontarie, hanno la stessa importanza e sono ugualmente spinte a fondo, interessando sia l’addome che la gabbia toracica. Tutte le varianti che le diverse scuole di yoga hanno, senza dubbio, la loro ragione di esistere e il loro senso. Tra tutte ve ne è una che personalmente considero di gran lunga la più interessante per l’efficacia dei risultati prodotti. E’ anche la più difficile e per questo forse meno conosciuta e utilizzata.
La pratica Anche se la rapidità nella successione delle respirazioni è una condizione essenziale per bhastrika, sarà necessario e giudizioso inizialmente praticare con molta lentezza, non sarà possibile in caso contrario mobilizzare simultaneamente le tre fasi respiratorie. Per comprendere la tecnica, basta ricordarsi che nella respirazione completa e consapevole, e anche in parte in quella spontanea, l’espansione addominale si produce spontaneamente con l’inspirazione, mentre per espirare occorre uno sforzo muscolare. Inversamente l’inspirazione toracica deriva da un’azione della muscolatura inspiratoria, mentre l’espirazione dal semplice rilassamento della stessa muscolatura, il peso della gabbia toracica la porta a richiudersi e riabbassarsi, comprimendo i polmoni e provocando l’espirazione. Ciò compreso, si tratterà di esercitarsi nell’inspirazione a occuparsi solo del torace e nell’espirazione solo dell’addome. Inspirazione: aprire e sollevare al massimo la gabbia toracica, lasciando andare spontaneamente l’addome. Espirazione: retrarre al massimo l’addome (contrazione del muscolo transverso), rilassando e lasciando sprofondare la gabbia toracica. Una volta acquisita la padronanza dell’esercizio, si potrà accelerare il ritmo delle respirazioni, senza ridurne l’ampiezza, che deve rimanere la massima possibile. Iniziare con serie di dieci o venti respirazioni. Con la pratica è possibile arrivare a un centinaio. Una prima serie dalla narice sinistra, chiudendo la destra con il polpastrello del pollice destro (indice e medio appoggiano sul centro della fronte), poi una lunga e completa inspirazione, sempre a sinistra, e conservare il respiro installando jalandhara bandha e mula bandha. Arrivato il momento di espirare, rilasciare i banda ed espirare lentamente sempre a sinistra. Una seconda serie identica respirando dalla narice destra, la sinistra chiusa dal polpastrello di anulare e/o mignolo. E’ anche possibile, come spiegato nella Hatha Yoga Pradipika, alla fine di ogni serie, invece di inspirare ed espirare dalla narice utilizzata durante la serie di respirazioni rapide ed energiche, inspirare sempre a destra e, dopo la sospensione, espirare sempre a sinistra. Infine tutta la stessa pratica dalle due narici simultaneamente. E’ possibile durante la sospensione del respiro a polmoni pieni contare mentalmente la durata. Ne risulterà un prolungamento del tempo di sospensione, allungamento auspicabile solo se giunge spontaneamente, senza forzature. Queste tre serie costituiscono una sequenza, praticare inizialmente da una a tre sequenze, prendendo un tempo di riposo dopo ogni sequenza se necessario. All’inizio la pratica di bhastrika richiede molta energia. Con il tempo i momenti di riposo non saranno più necessari. Nella Gheranda Samhita si trova la raccomandazione di praticare bhastrika tre volte al giorno. Idea eccellente a condizione di collocare l’esercizio in momenti in cui non sia in corso la digestione. Gli effetti e i benefici di bhastrika sono importanti e numerosi. In primo luogo tutti i muscoli respiratori vengono tonificati e la respirazione ne trae grande beneficio. Ciò è particolarmente interessante per chi conduce vita sedentaria. L’apertura degli alveoli polmonari viene forzata, le impurità eliminate e i polmoni ritrovano elasticità e mobilità. L’apporto di ossigeno in tutto il corpo e l’eliminazione di anidride carbonica sono intensificati. Bhastrika aumenta la circolazione generale e incrementa la temperatura corporea, ne risulta durante la pratica una leggera traspirazione, segno di buona condizione fisica e di corretta esecuzione dell’esercizio., in climi e paesi caldi non eccedere nel numero di sequenze. Migliora il metabolismo, è estremamente interessante come supporto in numerosi disturbi polmonari e bronchiali, in particolare asma. Il vero scopo di bhastrika è risvegliare e far salire Kundalini, l’energia dormiente. La pratica corretta dovrebbe sbloccare i “nodi” (granthi), situati lungo il canale centrale (sushumna).
Precauzioni e controindicazioni Al prodursi di una eccessiva traspirazione, di vertigini o di senso di mancamento, arrestare la pratica. Evitarla in caso di ipertensione, disordini cardiaci, ernie o tendenza alle vertigini.
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