Non c’è yoga senza sāṃkhya

Sui rapporti tra ‘metodo’ e ‘modello’, tra azione e idea nell’India antica.

Ciclo di lezioni con il Prof. Federico Squarcini (Univ. Ca’ Foscari di Venezia)

Mentre la popolarità mediatica della parola yoga sale di anno in anno, straripando fuori da tutti i pori del World Wide Web, il silenzio circa la parola sākhya gli fa da assordante controcanto. Poco male, diranno i più, un problema in meno. Costoro, solitamente persuasi che la maggioranza vince, sono anche convinti che vi siano ragioni cogenti per l’eclatante assenza del sākhya dalla scena odierna, che dunque si spiega da sé.

Durante gli incontri di questo seminario verranno ripercorse le tappe salienti della relazione tra yoga e sākhya, partendo dalle più antiche testimonianze pervenuteci fino al ‘divorzio’ tardo-ottocentesco, tappa cruciale del processo di volgarizzazione dei saperi che ha portato all’epistemicidio contemporaneo.

Obiettivo del viatico storico qui presentato, tutt’altro che descrittivo, è quello di vagliare con attenzione le ragioni teoriche e pratiche di ciò che le antiche fonti in sanscrito presentano non solo come un rapporto simbiotico, ma come la condizione necessaria affinché si dia una pratica proficua sia di yoga sia di sākhya, i quali, se presi da soli, sono entrambi mezzi senza fini.

Venerdì 11 e 25 ottobre/ 15 e 22 novembre
Orari: 11,30 – 13,30 / 14,30 – 16,30

Primo incontro: C’è yoga senza sākhya? Ragioni pratiche del conoscere la storia delle parole.

Secondo incontro: Ciechi guidati da ciechi. Sulla contezza delle antiche fonti sanscrite circa la simbiosi fra sākhya e yoga, ossia sul perché abbiamo ancora bisogno di coniugare fine e mezzo, modello e metodo, progetto e opera, idea e azione.

Terzo incontro: Il cieco e lo zoppo. Argomenti dalle fonti sanscrite in favore dell’inseparabilità di sākhya e yoga

Quarto incontro: Zoppi guidati da ciechi. Sugli esiti biopolitici del ‘divorzio’ tra metodo e modello, foriero sia dell’idolatria dello yoga come mezzo sia della perdita di salienza del sākhya come fine.